Tutta da rifare di Roberta Fava

Partendo dalla suggestione del film Rashomon di Akira Kurosawa abbiamo preso una fotografia scattata da Viviana Gabrini e alcuni  Sviaggiatori hanno raccontato una storia interpretando l’immagine a modo proprio.

Il risultato è sorprendente. Perché ogni cosa è vista con i propri occhi e ciascuno di noi ha una sua narrazione della vita e di ciò che vede, anche se l’immagine è la stessa.

***

– Un ponch al rum, per favore.
– Subito, signora.
Il ponch è quello che ci vuole stasera, con questo tempo. L’alcol spero farà il suo dovere, quello di cullarmi e di condurmi a un sonno profondo. Alzo gli occhi all’orologio della Campari: ho ancora un po’ di tempo. Domani dio solo sa cosa mi aspetta.
Mi volto verso la vetrina del bar. Ha smesso di piovere e il corso si sta ripopolando. Una famigliola cattura la mia attenzione. Vorrei essere quella donna pur di evaporare da questa misera condizione. Farei a cambio a scatola chiusa, tanto non può stare peggio di me… E se il marito la mena? E se ha una leucemia fulminante e dopodomani muore? Morire non mi fa paura. È soffrire che mi annienta.
O magari è una giovane mamma che scoppia di salute, scopa tre volte a settimana con il marito di cui è innamorata, ha un lavoro fichissimo e sta facendo carriera. Può permettersi di fare shopping come e quando le pare. Può pagare le migliori scuole e le migliori baby-sitter per la figlia. La donna delle pulizie che le fa trovare anche la cena pronta.
Vive in una città di merda, questo è l’unico dato certo. Però magari a lei piace questo grigio di smog e di pioggia.
Come ho fatto a non pensarci prima? Se posso scegliere, allora faccio cambio con la bimba. Quanti anni avrà? Cinque, non di più. Una vita intera tutta da rifare. Carte nuove da giocare. E stavolta me le giocherei bene.
Scommetto che ora starà impazzendo di gioia per quelle galosce nuove che le hanno comprato da H&M. Ai miei tempi nessun bambino le indossava. Da quando hanno tradotto Peppa Pig in italiano, le aziende di calzature devono aver raddoppiato il fatturato.
Chissà se questi genitori sono pro salto nella pozzanghera o dei rompipalle non ti sedere che ti sporchi, non correre che sudi?
Stasera è la serata pizza e ora stanno tornando dal ristorante. Quello bello con i gonfiabili e la piscina di palline. Prenderei una margherita, la pizza senza età. E poi un gelato vaniglia e cioccolato. Mi addormenterei beata nel mio lettino Ikea non prima che il babbo mi abbia raccontato Cenerentola, la mia fiaba preferita. E con un bacio sulla fronte mi direbbe che lui sarà sempre il mio principe azzurro, anche dopo la mezzanotte, anche se fossi vestita di stracci.
Guardo l’orologio. Mancano dieci minuti a mezzanotte. Ordino un gelato vaniglia e cioccolato.
– Stia a digiuno dalla mezzanotte. – Si è raccomandato l’anestesista.
Domani vado sotto i ferri. Dio solo sa cosa mi aspetta.

©Roberta Fava, 2019

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