Trilogia della città di R. [2] di Raffaele Rutigliano

IO SONO, VOI SIETE

“Prima donna, poi le labbra cucite, insieme agli occhi. Solo le mani a toccare l’infinito. E le lacrime scendevano copiose. Lei che era tutto un dire, era sillabario invisibile, neanche una parola. Prese le sue mani e andò via. Là dove tutto non fosse a protezione di niente.”

Prima o poi tutto ti viene tolto; ti vengono tolti i baci, le carezze, le parole. Quelle che hai sempre atteso e che non torneranno più. Tutto si chiude in un attimo e ogni speranza del poi svanisce. Si spegne come fiamma su una candela inerme.

Ciò che il giorno prima avevi ora non c’è più. Ti viene tolto per un motivo o  senza ragione. Perché la ragione è degli stolti sentivo dire un tempo. Ora di stolti ce ne sono tanti e anche la convinzione di finire qualcosa è svanita. Senza la forza di combattere, se non per il gusto di uccidere qualcuno, di martoriarlo, di togliergli tutto ciò per cui  abbia alcun senso il suo vivere.

Ma non decido io, decide il nulla. Me l’ha detto un certo ministro degli interni che di interno non ha nulla, neanche la sensazione  che un certo tintinnio, figlio o parente del benessere, possa un giorno venirmi a trovare e avvertirmi che non ho più alcun problema, perché il tutto è stato risolto nella giusta forma di una qualche giustizia sociale. Perché soprattutto nel sociale c‘è la giusta dimensione della vita rispettosa di dogmi e della legge di uno Stato assente; che se la Mafia era il male, questo è il bene; che se la Mafia è stata sconfitta, questa è la nuova giustizia, la giustizia dei valori, delle persone giuste a governare, dei diritti ripristinati con le armi sotto al cuscino.

Ecco, parte un colpo, che prende al viso, che serra la vista, che cuce le labbra. Ora ognuno è libero di circolare, di pisciare sul senzatetto, di bullizzare la cultura, di rendere le parole senza senso di senso compiuto. Ma ogni parola ha un senso; non esistono parole senza senso, esiste solo ciò che fa ribrezzo. Esiste ciò per cui valga la pena lottare, altrimenti le mani saranno le sole a toccare l’infinito, e fare il resto non avrà più il gusto di nulla. La libertà di essere chiunque si voglia essere senza  dare spiegazioni delle proprie scelte.

© Raffaele Rutigliano, 2019

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