Spaghetti di Antonella Zanca

Riconosco il suono del messaggio, è di Laura.
In automatico, tocco la borsa: sì, gli spaghetti ci sono.
Sorrido, come sempre, con lei e di lei.
«Solito tram tram. Un po’ mi annoio, ma mi godo il dolce far niente.»
Laura parla così. Riesce persino a saltare di palla in frasca.
Oggi era a casa dal lavoro. Aveva dei cognati di vomito.
Mi starà prendendo in giro?
Da lei accetto tutto: strafalcioni, stereotipi, ritriti modi di dire, sono il suo modo per accedere al mondo. Laura non conosce i Modena City Ramblers né Calvino, men che meno Guareschi (e i film di Peppone e Don Camillo la annoiano), non le piace il risotto, ma adora gli spaghetti aglio e olio. Ama Rimini e si annoia in Sardegna.
Mi ricordo l’Islanda, con Avventure nel Mondo: lei dormì tutto il tempo, dentro a un piumino. Giorno e notte raggomitolata ad occhi chiusi. Non li apriva neppure alle grida di gioia degli altri viaggiatori, alla meraviglia che si sentiva in ogni esclamazione degli altri. Lei, gli altri, quegli altri lì, non li vedeva.
Al rientro a casa avevo paura, cosa avrebbe detto?
Mi stupì: «Mi sono riposata. Mai fatta una vacanza così. Mai tornata così in forma. Lo so, la prossima volta sceglierò io e arriveremo a casa con le occhiaie, ma questa è stata una bella pausa. E ora fammi gli spaghetti!»
Ho solo voglia di sentire le sue chiacchiere.
Ascolto giocoforza quelle della mia vicina in metropolitana. Racconta di una serata, di un belloccio che la guardava, del trucco che non le sembrava perfetto. Lo racconta a una donna giovane, lo sguardo vuoto. Nessuno ascolta il resoconto della sua serata, neppure quell’amica che non fa neppure finta. Se non ci fossi io, quel racconto dove finirebbe? Dove finiscono le chiacchiere vuote? Dove finiranno le storie non ascoltate? Adagio, tolgo il taccuino dallo zaino.
Tra poco sarò a casa e potrò rubare i suoi modi di dire e l’amerò, al cento per cento. Accarezzerò le sue percentuali di errore, mi piaceranno anche stasera.
Un altro messaggio: «Tuttapposto»
Rido, col cuore e con la pancia.

©Antonella Zanca, 2019

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