Sonata per pianoforte n. 14 in Do diesis minore di Sonia Sacrato

Ho smesso da tempo di chiedermelo. 
Chiedermi che sarà di me.
Di fatto: quale destino potrebbe avere un pianoforte muto, se non diventare legno da ardere. 
O lo scrigno inespugnabile di un nido di vespe. 
Il vento, in una delle sue garbate visite, mi ha ricordato che la primavera che incombe. 
La stagione peggiore.
Con essa arriveranno gli insetti, si destano i piccoli roditori.
Non solo: ricominceranno le incursioni di coloro che, approfittando dell’abbandono, scelgono di profanare questa casa e vagare per queste stanze, un tempo accoglienti, in cerca di tesori inesistenti. 
Intrepidi avventurieri del nulla. 
Ascolto il tamburellare disordinato dei loro passi, al piano di sopra. L’irriverenza delle risate, l’irrispettoso trafugare di  memorie e ricordi ancora aggrappati, come gatti, alla carta da parati.
Sogni di un tempo passato rimasti incagliati al pizzo delle tende e destinati, come me del resto, a non raccogliere altro che polvere e oblio. 
Taluni si avvicinano quasi sorpresi dalla mia presenza. Azzardano timidamente un tocco. Provano a farmi emettere un qualche suono. 
Io taccio.  
Unico diletto di questa opaca apatia: l’osservazione silente dei vacui sforzi di una mente stolta, mentre si prodiga nel tentativo di far suonare un pianoforte dalle corde bruciate. 

Lui stesso mi diede fuoco. 
Un gesto grave, certo.
Definitivo, senza dubbio alcuno. 
Immenso.
Come lo strazio e la disperazione. E il rimorso. 
Provò a gettarmi contro una caraffa d’acqua, ma fu questione di attimi. 
Vi ostinate a misurare il tempo in ore e giorni, e non capite che sono gli attimi a fare la differenza. Un solo istante di esitazione e tutto ciò che restò di me, fu un LA.
È l’ultimo tasto bianco, lì in fondo. Troppo a sinistra per notarlo.
L’inutilità della sopravvivenza. 

Posso vivere soltanto e unicamente con te, oppure non vivere più”.
Passi leggiadri quelli di lei, seppur carichi di dolore spezzato. Usciva dall’ingresso secondario, quello della cucina, l’attendevano una serva e un mantello.
Per sorreggerle l’anima, celarla dagli sguardi. 
L’Amore esige tutto, e a buon diritto”, sussurrato tra le labbra come una preghiera, una lenta litania. 

Pugni feriti quelli di lui, a stringere il vuoto di un’assenza designata, scolpita da altre scelte. 
Osteggiate, certo. 
Definitive, senza dubbio alcuno.
Devastanti.
Come lo strappo della separazione. E l’addio. 

Sedette qui davanti.
Avvolto nel silenzio che, da tempo, riempiva i suoi giorni ma che non gli impedì mai di trovare note danzanti dentro di sé. 
Appoggiò la guancia sul leggio e la pelle lesse per lui lo spartito.
Attaccò con l’Adagio sostenuto, e credetemi, non vi è altro di più che io possa aggiungere. 
Se avete amato e perduto o sofferto per amore, non vi è consolazione alcuna che possiate trovare se non tra le carezze di quella Sonata. 
Quasi una fantasia”.
Se solo…
Se solo la mia totale impotenza non si riversasse in pieno, nell’unica nota sopravvissuta al fato, ecco, allora forse potrei suonare ancora di quell’amore reciso, ma non smarrito. 
Se solo…
Ma adesso andate, lasciate che possa ancora disquisire col vento affinché mi doni la gentilezza di allontanare la tenda da questo vetro rotto, permettendo alla luna di accarezzarmi una notte ancora, nell’illusione di un destino che, oramai, non mi appartiene più. 

Eternamente tuo”.
Eternamente mia”.

© Sonia Sacrato, 2021

Sonia Sacrato

Sonia “Syssa” Sacrato è nata e vive a Padova.
Torino-dipendente da tempo immemore, aspira alla doppia cittadinanza per meriti affettivi. Governante full-time dei Kiss, tre gattoni nati per delinquere, nel tempo libero ottenuto con la disoccupazione, cerca di rimettere insieme i pezzi della sua esistenza.
Ha pubblicato diversi racconti in antologie e riviste on-line, e imbrattato infinite pagine virtuali del suo blog “Scrivo a Vanvera, chissà se vanvera mi legge”.
Recentemente si è avvicinata al genere noir dove dà spazio e voce al suo ruvido, pessimo carattere.
Nel 2019 pubblica La mossa del gatto, la prima avventura di Cloe Damiani e del gatto Pablo.
Nel 2020 esce Controcanto, il secondo capitolo della serie.

 

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