Scuola materna di Euro Carello

È tardi, dio mio com’è tardi – la pasta, il prosciutto, il latte che non ce n’è più e cosa gli do a colazione – se non mi sbrigo non ce la faccio a fare tutto. Proprio oggi che viene mia madre e ho la casa che fa schifo.

«Sbrigati, tesoro, che dobbiamo andare a comprare il lattino per Marco, se no Marco domani non può fare merenda con i biscottini buoni. Che cosa avete fatto oggi?»

Le chiavi, dove ho messo le chiavi, sta a vedere che le ho lasciate dentro – adesso mi tocca perdere altro tempo – no, eccole – porcogiuda, perché finiscono sempre in fondo alla borsa?

«Allora, siete andati in giardino? Sì? E hai giocato con la sabbia? Ma davvero? Che bello!»

Oggi è già il 30, domani devo ricordarmi di pagare, certo che 200 al mese, con me che ne guadagno sì e no mille e due… però è un bel posto, lo seguono, gli insegnano anche un sacco di cose.

«Su, sali tesoro, sbrigati che il signore sul camion vuole passare, senti che suona il clacson.»

Uff, che palle, questo…

«Va bene, va bene, ho capito, sto andando!»

Certo che se suo padre si decidesse a passarmi qualcosa di più…

«E un attimo di pazienza! Dammi il tempo di salire, no?»

Basterebbero anche solo altri 100, ma figurati, quello con la squinzia che si è trovato ha altro per la testa.

Vabbè, chiudo la portiera e andiamo. E adesso che cos’ha questa che non si chiude! La giacca, no la giacca no, ma cosa diavolo…

mamma si volta verso la portiera
il signore del camion smette di suonare il clacson
il cestino della merenda scivola dal sedile
mamma guarda la portiera
il signore del camion se ne va dicendo le brutte parole
mamma dice accidentistaportieracosadiavoloc’èadesso
il cestino della merenda è caduto sotto il sedile
la mano di Marco è rossa proprio tutta rossa e bagnata e storta.

Marco comincia a gridare.

©Euro Carello, 2020

Torinese, non ha saputo opporsi ad una insopprimibile vocazione ed ha avuto insieme la (felice) sorte di insegnare ed un’attiva partecipazione alla stagione del ’68 e dintorni. Per quindici anni è stato volontario nell’ associazione umanitaria Emergency.
Il suo racconto I Corvi sono lì che aspettano ha vinto il XIV Trofeo RiLL 2008 per il miglior racconto fantastico. Per Giulio Perrone (2010) ha scritto Il seme del nemico, (diritti per Emergency) e con Mario Bianco per Graphot Ed. Letti a undici piazze, racconti su undici piazze torinesi.
In attesa di miglior sorte, ha autopubblicato il romanzo Trenta per te, che si augura resti distopico sull’Italia malata di un anche troppo prossimo futuro.
È fermamente convinto che il pessimista sia un ottimista meglio informato.

Il suo spazio è www.eurocarello.it

Immagine nel cubo di ©Sandra Giammarruto

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