Scattomatto [9] di Daniela Scudieri

© ph. D. Scudierisdiario

SE

Se fosse andato tutto bene, sarebbero arrivati cantando fino in fondo al sentiero, fino ai prati con la neve già chiazzata d’erba. Canzoni allegramente stonate oltrepassando le guglie di roccia incombenti sul canalone in ombra, i lastroni di neve in agguato sul pendio, la superficie del lago, una seta cangiante che scuriva e rabbrividiva.
Poi oltre il vetro le montagne violette più lontane a ogni curva, dentro la corriera l’oscurità intima, rincuorante; a raccontarsi di fidanzati ed esami, a passarsi tra scherzi e risate la borraccia di latta, il pezzo di pane, la giornata che rimpiccioliva alle spalle e chiuso nelle palpebre il sole accecante da tenere in serbo per domani, insulso lunedì di fine inverno in città.
Un giorno da ricordare, se fosse andato tutto bene. Piero e Franca avanti di corsa ad aprire il sentiero di neve a colpi furiosi di scarpone, Rita e Irma radiose, svolazzanti – questa domenica niente turno nella confetteria degli zii finalmente, Carlo taciturno, ombra del passo da stambecco di Renata – glielo dirò quando saremo in vetta, vicino a quei larici, in fondo alla pietraia, glielo dirò stasera, prima di salutarla sotto i portici; e Linda che anche questa volta si era fatta pregare, per andare con loro.
Se fosse andato tutto bene mia madre, che all’ultimo momento era rimasta a casa – finiva sempre in punizione dopo le discussioni col padre tiranno, l’insolente, la sfacciata – se fosse andato tutto bene dicevo, mia madre a giugno avrebbe sposato Piero.

© Daniela Scudieri, 2017

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