Saturno dentro di Raffaele Rutigliano

È il giorno di Paula, la primogenita di mia sorella. Sono il suo padrino.
Paula insegna inglese all’Università. Scrive di gente strana e si crede ancora innamorata del  passato, del marito Osvaldo, ingegnere aerospaziale.
Paula vorrebbe viaggiare in orbita, ma non sa come fare. L’ho convocata oggi perché ogni tanto, e solo ogni tanto, mi aiuta col catetere. Paula dice sempre: 
– Zio, amore mio, sai cosa ha fatto Osvaldo?
E io:
– Osvaldo ti ha mollato cinque anni fa.
– Sì, zio, lo so.
Questo è l’amore ai tempi della crisi, che se ci fosse stato anche il colera, forse era meglio.
Quindi, sbattuta come un sasso sullo stagno, Paula si fa le sue storie. E da chi le ascolta? Da me. Lei ricorda attraverso la mia voce la sua vita. Perché tutto resta tranne la voce. Quella la devi registrare e portarla altrove: 
– …quando sarai sola in mezzo al cortile e cercherai di portare le mani avanti alla ricerca del contatto con qualunque cosa non sia viscida o strisciante.
In modi diversi la parola fa proseliti. Paula ha la mia voce.
Paula è ora al centro del cortile e ascolta le stesse parole che si avvicinano alle sue mani e che volano via di nuovo. Sempre le stesse: “Osvaldo non c’è più”.
Quell’amore che l’abitava ha lasciato la casa per volare via, su pianeti diversi.
Personalmente ringrazio Saturno per la sua lontananza, per la sua incontrollabile poetica.
E così mi siedo in cucina rovistando le pagine di un atlante stellato. Ogni stella concede all’immaginario qualcosa di accattivante.
È il turno dei pianeti…, e in particolare di Saturno, ecco. L’attenzione si amplifica. Due bambini si rincorrono sul disco come in un cortile. Fanno la lotta come su di un letto, con i cuscini…
Nessun’altra immagine può dare l’idea che ho io di Saturno. Un gioco, una porta aperta, una filastrocca intonata.
Poi, la luce che si spegne, la mamma che rimbocca le coperte, un bacio sulla fronte.
E Saturno torna a essere il cappello sulla testa della mia luna. E spero lo sia anche per Paula.


© Raffaele Rutigliano
© foto di copertina di Teo 
Viedna
Raffaele Rutigliano

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