Quella magia di Paolo Gerbella

Enrico ha tre anni meno di me e io ne ho cinquantasei.
Enrico suona la batteria e un giorno di dieci anni fa, quando gli dissi che ero stufo di fare cover, che desideravo solo scrivere roba mia, portarla sui dischi e in giro, Enrico quel giorno mi rispose: «Ti seguo anche all’inferno!»
E così è stato.
Enrico ha suonato in tutti i miei tre dischi, ha “camallato” la sua batteria in ogni luogo, fosse un piccolo bar nei vicoli, una sala concerti o un teatro, caricata la sua auto all’inverosimile per farci stare tutto, compreso noi.

Con Enrico abbiamo due piccoli riti.
Uno riguarda me e la sua batteria.
Appena montata sul palco e microfonata, mi ci siedo dietro e comincio un quarto d’ora di improbabili virtuosismi sui tom, i crash, il rullante, tenendo bene il tempo con charleston e cassa.
Poi c’è l’altro rito che riguarda entrambi.
A palco montato ci scattiamo una fotografia che non pubblichiamo mai e neppure archiviamo e ogni volta ci diciamo: «Siamo arrivati anche qui!»
Enrico ha un figlio di otto anni, di cui sono il padrino, che mi chiama “Zio Canta” e che sa tutte le mie canzoni a memoria e le cantiamo insieme: il suo nome è Andrea, e suona la chitarra.

Cinque anni fa cercavamo un bassista.
Un amico ci consigliò questo diciassettenne che di nome fa Paolo.
Una sera si presenta alle prove, sornione ed educato, attacca il suo basso e capiamo che fa per noi. Paolo non è solo un musicista pazzesco (suona di tutto) ma è quel figlio che avrei voluto – intelligente,curioso – mai banale, figlio dei suoi tempi e attento alla Storia: una mente libera.

Durante le registrazioni di Io, Dino, qualcuno mi disse che se volevo un risultato tecnico eccellente dovevo assoldare un bassista e un batterista di “nome”. Risposi che se non avessero suonato Paolo e Enrico non avrei realizzato il disco.
Spiegai che non me ne fregava nulla del “nome” se questo non rispondeva a tre qualità per me fondamentali nella musica come nella vita: Essere una persona, avere cuore, avere tecnica proporzionata alle prime due qualità.
Ecco… Enrico e Paolo sono questo e ancora sono con me anche in questa nuova avventura.
A loro si sono aggiunti via via altri ma due in particolare sono stabilmente con noi: Ilaria e Federico. Ventitré e trent’anni rispettivamente, con quelle tre caratteristiche per me irrinunciabili. Paolo, Ilaria e Federico sono musicisti veri, conoscono la musica, hanno fatto il conservatorio.

Recentemente è accaduta una cosa magica.
Durante le prove in saletta siamo disposti in cerchio e con Enrico sono visivamente di fronte.
A un certo punto i tre cominciano a disquisire di bemolle, diesis, quinte, seste napoletane e via discorrendo…
Io ero seduto con le braccia incrociate sulla cassa della chitarra, Enrico con i gomiti sul rullante e le bacchette fra le mani, assorti nell’ascolto dei tre.
Ci siamo guardati, goduti di quel momento magico e senza dirci nulla dai nostri occhi è come partito un nastro su cui era scritto: “Siamo arrivati anche qui! Non svegliateci”.

La vera magia, però, è un’altra; la somma degli anni dei tre arriva a settantasei anni, cioè molto meno dei centonove di me e Enrico. La magia consiste proprio nel non avere alcuna età nessuno dei cinque ed essere un corpo solo che si alimenta delle caratteristiche di ciascuno e, credetemi, questo su un palco fa la differenza.
La Magia sta nell’accogliere l’altro per ciò che è e sa, senza pregiudizio o preconcetti.
La Magia è che così facendo il tempo e i suoi derivati, diventano esclusivamente un presente infinito e continuo.
Ma c’è di più: è stupendo crescere ogni giorno senza mai voltarsi indietro.

©Paolo Gerbella, 2019

I musicisti che suonano con Paolo gerbella sono: Enrico Simonetti, Paolo Priolo, Ilaria Laruccia, Federico Vallerga.

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