Non di solo web di Elena Mearini

Pensieri sparsi di Elena Mearini su

La cerimonia del nuoto

di Valentina Fortichiari

 

 

Prodigio

Nei racconti radunati in questa antologia, Valentina riesce a compiere un prodigio: riesce a farci nuotare fuori dall’acqua. Leggere le sue storie di pesci e creature e avventure acquatiche è un’immersione concreta nel mare. Ogni racconto è una bracciata che noi compiamo, un avanzare in orizzontale e in verticale nel mare. Andiamo avanti, c’immergiamo, proseguiamo nel buio del sotto per un pezzo, poi risaliamo, torniamo in superficie e avanziamo per un altro pezzo nella luce del sopra. È una traversata del tutto parallela a quella di ogni vita, fatta di avanzamenti per sopra e sotto, per metri di luce e altri di buio.

Il mare dentro

Leggendo Valentina e il suo nuoto, il suo mare, sei costretto a sentire l’acqua, a sentire la materia che in maggior misura ci compone. Sei costretto ad ascoltare il tuo corpo, a recuperare la percezione di ogni sua singola parte. È una lettura che ti porta a dire: «Mi commuovo di me».

Tonno, foca, squalo, balena, cavalluccio marino

Nei racconti dedicati ai pesci e alle creature del mare – tonno, foca, squalo, balena, cavalluccio marino… –troviamo le fasi evolutive dei pesci, la nascita, l’accoppiamento, la morte anche… fasi che ci aiutano prendere coscienza della nostra storia e del tempo che abbiamo a disposizione, delle nostre cadute e risalite, delle nostre fughe e dei nostri ritorni. Ci accorgiamo di quante risorse le creature acquatiche abbiano, risorse che noi ignoriamo, e che ci servono come insegnamenti per imparare a stare sulla terra. Ci accorgiamo di non essere, in quanto uomini, del tutto umani e sapienti. Ci manca l’umanità dei pesci, il loro sentirsi e soccorrersi, il loro stare all’amore oltre a fare l’amore. Ci manca la conoscenza che arriva dall’ascolto dei silenzi, dalla loro comprensione.


I pesci e il silenzio

I pesci parlano la lingua del silenzio, comprendono significati a noi ignoti. Hanno accesso a vocabolari sommersi preclusi all’uomo.
Viene voglia di passare del tempo con ogni singola creatura raccontata da Valentina, guardarla negli occhi e dire, Insegnami a parlare il silenzio.
Abbiamo anche storie-favole che riguardano i popoli del nord, un’umanità che conosce i limiti della sopravvivenza, che si spinge agli estremi della vita e in qualche modo fa esperienza degli abissi in terra.

Padre-terra

Alla fine, l ’ultima nuotata con il padre ci rivela Un padre –terra che c’è, sostiene, resta. E poi una madre che manca, scompare, una madre incapace di fare ciò che invece l’acqua compie alla perfezione, ossia “ metterti al mondo”.

©Elena Mearini, 2019

Letture di Alice Protto

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