Lei non sa chi sono io di Roberta Lepri

Ti chini per osservare controluce il pavimento della cucina.
Secondo me lo trovi perfetto. Zero tracce, niente sporco. L’igiene ti fa stare bene.
Non vorrei guastarti la giornata ma oggi mi sento incline a un comportamento azzardato. Certo potrei restarmene in disparte, come sempre, e lasciarti cullare nelle tue illusioni. Accettare la tua prospettiva di un mondo senza polvere. Io però la polvere la amo, non so che farci.
Quindi esco dal mio angolo e tu mi vedi. La tua bocca si apre in una lettera “O” perfetta. Forse stai urlando, avverto le vibrazioni dell’aria spostata dal tuo respiro. È questo il mio modo di origliare: immobile attendo che si spostino i granelli che non puoi vedere. Adesso mi muovo. Mi osservi. Ti giri di qua e di là, magari stai cercando qualcosa per colpirmi.
Come oso? Come posso pensare di rovinare il tuo sogno? La tua ansia mi provoca soddisfazione e genera in me insospettabili energie e altrettanto coraggio.
Procedo spedito attraverso il salotto e tu veloce mi segui. Mi rintano nella dispensa e tu sposti i pacchi di pasta, lo zucchero, la salsa che hai preparato in estate. Sento il tuo cuore che batte, produce nuove vibrazioni. Avverto l’umidità del tuo sudore. Decido allora di mostrarti il mio segreto, a questo punto non mi interessa più proteggerlo. Non ha alcun senso. Mi scopro, veloce passo in salotto e mi infilo tra i libri. Tu corri, sembri impazzita. Io faccio capolino. Sfili i volumi, li getti per terra. Ognuno è una tomba.
Tutto quello che ho amato si trova qui, i miei amici, la mia famiglia.
Centinaia di morti, il cimitero dei pesciolini d’argento.
Io sono l’ultimo.

@Roberta Lepri, 2020

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