Le antipatiche [25] di Anna Martinenghi

tea-cup-yorkie-puppies

18.42

Madame Morgana entrò nella cabina armadio del suo attico alle 14.47 di sabato 21 novembre e ne fuoriuscì alle 16.53. Perfetta.

Aveva indugiato a lungo davanti alla sua collezione di parrucche, indecisa fra il caschetto blu di Prussia e una cascata botticelliana di riccioli color miele.  Optò per un taglio lungo: capelli lisci, biondi e sottili. Elegantissimo. Certe contadine ucraine si tagliano le trecce per pochi spicci e altre donne europee comprano costose extension per il loro ego.

Madame Morgana con l’ego coordinato alla mantella mélange in morbida lana shetland, all’abito di seta color marsala e qualche migliaia di euro fra borse e scarpe – gioielli esclusi – infilò la porta del Pet Shop alle 17.19. Impeccabile.

«Ne vorrei uno tranquillo. Appropriato a questa Sac Chien di Vuitton. Quello dell’altra volta era davvero troppo irrequieto, si ricorda? Ho dovuto riportarvelo subito, mi aveva rovinato l’imbottitura».

Madame Morgana indugiò a lungo davanti al catalogo elettronico del Pet Shop. La commessa le assicurò che nella linea Sweety Dog avrebbe di certo trovato un accessorio adatto alle sue esigenze. Madame Morgana lo trovò alle 18.22.

Ora sì che il suo outfit era completo: avrebbe sfoggiato Babydoll all’apericena delle 18.35. Che razza aveva detto la commessa? Forse uno Yorkie o un Poodle? Che importava! Babydoll era un perfetto tea-cup pup, la moda del momento: un cane-tazza da tè.   Adorabile. Sei mesi, 980 grammi, già full grown, non sarebbe cresciuto più nemmeno un grammo. Vaccinato, sverminato e trattato per essere bello tranquillo. Un affare: 1.700 euro col fiocchetto rosa incluso e un cappottino in lana mélange in pendant alla sua mantella. Certo quel trasportino di Hermès che aveva intravisto, di euro ne costava 5.000, ma non c’era tempo quella sera. Un vero peccato. Tanto le amiche avrebbero rosicato lo stesso.

Alle 18.31 il cellulare di Madame Morgana squillò. Era la tata.

«La febbre? Come la febbre? Ma benedetto iddio, è sempre malato! Senti Jocelyn, ti avevo detto chia-ra-men-te che non voglio essere disturbata questo week-end. Chiama chi devi, la lista dei medici è nel mio iPad. Veditela tu, non ci possiamo agitare  sempre per qualche linea di febbre. Ora mi ha proprio stufato. Se non è la febbre è la tosse, se non è la tosse sono i denti. Senti Jocelyn, non conosci qualcuno che me lo potrebbe cambiare? È un maschio e da quando ha compiuto un anno non so più come abbinarlo. Magari avessi avuto una femmina, ci pensi? Una cabina armadio tutta per lei! I maschi hanno un abbigliamento così monotono… Vero Jocelyn che conosci qualcuno? Vero, vero, vero?».

Jocelyn Dumont, istitutrice francese di 37 anni, due lauree e quattro lingue straniere fluenti, diede le sue dimissioni per telefono a Madame Morgana, sabato 21 novembre alle 18.42.

Il week-end fu orribilmente rovinato.

© Anna Martinenghi, 2015

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