My Mother’s Daughter [CROSSINGS] di Nicoletta Vallorani

My Mother’s Daughter, di Akua Naru

Olivia

Dopo la morte di mia madre, la storia fu semplice. A tredici anni si è già donne. Violabili e violate. Non eravamo dello stesso sangue, mio padre lo sapeva. Così la storia fu semplice. Semplice e banale. Mio padre mi prese con disinvoltura e distacco. I suoi pensieri erano vuoti, il suo corpo pesante. Quello stupro era, per lui, una cosa che andava fatta, una soluzione comoda alle necessità di un uomo. Il silenzio ci avvolgeva assoluto e intatto. Nessuno scandalo, nessuna punizione. Lo stupore delle cose inattese non ha parole. Restai muta, per tutto il tempo necessario a cercare nella sua mente un dolore che non c’era. E fu utile, perché capii che potevo entrare nella testa degli altri, se volevo, e rubare ogni segreto. Peccato che di segreti da scoprire, nella testa di mio padre, non ce ne fossero. Niente per cui valesse la pena di sforzarsi.

Diventavo grande. Imparavo da quello che gli altri non dicevano. Ogni violenza di mio padre mi regalava una scheggia di potere in più, un piccolo pezzo di libertà che potevo usare a mio modo. La mia era una famiglia potente, che conosceva persone potenti. Ero brillante, decisa, adulta. Potevo fare tutto, purché continuassi ad accontentare mio padre.

Il mio corpo in cambio di ogni cosa. È una trattativa anche questa.

Così scelsi. Che cosa lasciare di accessibile, e che cosa tenere per me. Il diamante dentro il guscio vulnerabile.

Penso che Olivia sia nata da lì. Anche se allora non lo sapevo.

My savage soul

That’s my savage soul that frightens you.

That’s this life not growing in my belly. The fact that I refused it. The fact that I rejected it. The fact that I didn’t want it. Right from the beginning. No doubt. No dangerous nostalgia for the little body I could have hugged in case I had decided to stick to my god-given mission.
God is male. How can we assume he understands?
God is white. How can we ask himto see black
God is strong. How can we try to explain him we are crppled useless being.

But
All in all
I like
Being useless
That fills me with the joy of living
In full awareness that my time is short
And nothing is my duty as a woman.

I
Am
Free.

And that’s my savage souls that frightens you.

© Nicoletta Vallorani, 2019

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