Cento di questi giorni di Maria Elena Poggi

Venticinque metri quadrati, esatti. Ho dovuto murare la finestra per fare cifra tonda.
Il muratore era perplesso, continuava a guardare la parete e poi me. 
Mi ha chiesto «È sicura di volerlo fare»?  e io gli ho risposto solo «Sì.»
Il pittore invece non si è fatto alcun problema a tirare le righe come le volevo, in un cupo rosso Borgogna.
Quanto a Marina, mi conosce da anni ed è abituata alla mia vena di follia: è sua la bella calligrafia un po’ retrò che ha numerato le celle della griglia, da uno a cento.
Eccolo, finalmente: il mio diario a muro. Poco pratico ma molto elegante: ti piacerà.
La stanza ospita solo un letto rotondo king size e un impianto home teathre da paura. 
Uno specchio occupa tutto il soffitto: non voglio perdermi nessun dettaglio.
Al cibo penserà chef Giulio: ti ho mai detto di come trovo sexy il suo modo di cucinare il pesce? Credo di no.
Alla carne provvederà un’agenzia per incontri particolari; spero apprezzerai la scelta dei termini: tu adori gli eufemismi. 
Nessuna ripresa video, le trovo squallide. Provvederò io stessa a ragguagliarti, troverai tutti i particolari nel mio diario.
In bella vista.
Ho pianificato anche i festeggiamenti per il centunesimo giorno: barbiturici e champagne, un classico che apprezzerai, ne sono certa.
Ho dato disposizioni precise: per tutto il mio entourage sono in viaggio intorno al mondo e nessuno verrà a cercarmi, fino a primavera.
La porta d’ingresso è temporizzata; mi è costato più di quanto avessi preventivato ma mi hai insegnato tu a non lesinare quando ci si vuole garantire il risultato.
Ho preso ogni precauzione, pagando il sovrapprezzo. Ora sono certa che la porta si aprirà solo il giorno del mio cinquantesimo compleanno.
Chissà che bello spettacolo ti troverai davanti, quando dovrai venire a riconoscermi, mamma.

© Maria Elena Poggi, 2021

Maria Elena Poggi
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