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Dietro di me il mare di Barbara Garlaschelli

Mia madre è questa ferita a cielo apertosenza riparo, che non smette mai di sanguinare.Mia madre che aspetta ancora, inconsolabile, una carezzada quando era bambinada una madre che era una ferita a cielo aperto. Le madri che sgocciolano lacrimee lanciano ami che ti pescano sempreanche quando pensi di esserti ben mimetizzatatra ...

Come una volta di Barbara Garlaschelli

«Io qui non ci resto, hai capito?» Marco urla e io urlo più di lui. «Tu fai quello che ti dico io. E non esci di qui!» Siamo faccia a faccia, ci separa solo la distanza del nostro respiro. I suoi occhi che bruciano di rabbia e i miei, se potessi vederli, ...

Equilibri di Barbara Garlaschelli

Il primo coltello tagliò l’aria e si conficcò a un millimetro dal fianco. L’unico rumore che si percepiva era il respiro delle persone e pareva sospendersi quando l’uomo lanciava. Gli occhi di tutti seguivano la traiettoria tracciata dall'acciaio scintillante fermandosi sul corpo della donna. Corpo statuario e viso dalla pelle diafana. Capelli ...

Lei, mia madre di Barbara Garlaschelli

«Ingegner Damici! L’abbiamo cercata dappertutto! Continuava a chiedere di lei. Non sapevamo più cosa fare per tranquilizzarla. Il dottore è stato costretto a somministrarle dei calmanti» mi dice l’infermiera appena entro nella stanza. Poi si alza e mi lascia solo con lei. Mi siedo accanto al letto e le sfioro una ...

Irma di Barbara Garlaschelli

E dei caduti che facciamo? Perché sono morti? Io non saprei rispondere. Né mi pare che gli altri lo sappiano. Forse lo sanno unicamente i morti e soltanto per loro la guerra è davvero finita. Cesare Pavese, La casa in collina Pietro Manni. Quando Irma lo vide il suo cuore perse più di un battito. Era ormai a una ...

Il silenzio è rotto di Barbara Garlaschelli

La bambina girò piano la testa. Il suo sguardo vagò lungo il marciapiede intasato dalle macerie, scivolò su una scarpa, si soffermò sull’ombra proiettata da un’insegna mezzo staccata, ritornò sull’uomo. E si fermò. Il cuore le sembrava un giocattolo caricato a molla che saltellava impazzito. Aveva freddo. Freddo nonostante il sole nel ...

Piccole storie [13] di Barbara Garlaschelli

Dal web LORAINE Il primo ceffone la fa volare sulla poltrona con la stessa leggerezza di un foglio di giornale nel vento. Si rannicchia su se stessa, le braccia a contenere le ginocchia contro il petto. Nella penombra della stanza lo guarda avanzare di alcuni passi, come un’onda lunga. «Adesso mi ripeti dove ...

Piccole storie [16] di Barbara Garlaschelli

Cimitero Maggiore, Milano (Immagine da web) IL PROSSIMO DOLORE Ci sono posti dove è impossibile passare senza avvertire un brivido che parte dalla nuca e corre lungo la spina dorsale. Quando passava davanti al cancello grigio del cimitero della sua città non poteva resistere, doveva fermarsi e gettare uno sguardo al di ...

Piccole storie [15] di Barbara Garlaschelli

Foto di Federico Patellani UN GRADINO ALLA VOLTA Scende le scale con attenzione e come tutte le mattine si ricorda di quando le faceva saltando i gradini a due a due. C'era la guerra, allora, e spesso i gradini li facevi così per trovare riparo nei rifugi mentre nelle orecchie sentivi ...

Piccole storie [14] di Barbara Garlaschelli

©Jack Vetriano ASPETTO Aspetto. Che mi alzino dal letto. Aspetto. Che mi lavino. Aspetto. Che mi vestano. Aspetto. Che mi preparino la colazione. Aspetto. Che mi portino nel mio studio. Quel rumore di foglie calpestate che fa  il postino per attraversare il sentiero che porta alla buca delle lettere. Il profumo della sigaretta della mia vicina di casa che ogni mattina ...
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