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Maremoti [16] di Maria Elena Poggi

©Ph. Maria Elena Poggi FIL-ROUGE   Da fuori arriva un brusio, come di sciame incollerito. Fra un poco si calmerà, lento, e ci smarriremo dentro a un buio equanime. Noi, con il cuore che pulsa rapido. Il respiro corto. L'adrenalina che fa tremare le mani, tese. La lingua che arriccia una silenziosa litania, incessante. Parole che, generate nell'azoto ...

Maremoti [15] di Maria Elena Poggi

© ph. M.E.Poggi NODI NELLA RETE Chissà se ti capita mai di pensare a quella  cena all'Antico Mulino. Quella sera c'eravamo tutti; noi: gli s-conosciuti del web. Io la ricordo come se fosse ora. B., la mia migliore amica, mi ha appena lasciato sulla soglia del ristorante con un misto di apprensione e invidia; ...

Maremoti [14] di Maria Elena Poggi

© Illustrazione by Strips&Trips E il tuo viso che mi manca non mi fa paura Parigi (o cara) Roberto Vecchioni STELLE CHIUSE IN UNA MANO Perdonami: ho dimenticato il tuo nome. Il tempo scorre  e ogni giorno erode nuovi piccoli brandelli della vita che è stata. La mia memoria, un tempo il mio miglior vanto, ora ...

Maremoti [13] di Maria Elena Poggi

© Disegno by Strips&Trips   FUORI LUOGO Ti ho conosciuta una sera, tantissimi anni fa. Il nostro primo incontro fu fugace, giusto il tempo di maturare un’impressione di fascino e languore. Fu seduzione al primo sguardo. Voglia di abbandonare la folla e seguirti, incantata. Stipulammo un tacito accordo: sarei tornata, un giorno. Da sola. Ma ...

Maremoti [12] di Maria Elena Poggi

© Illustrazione strips&trips SURPLACE C'era una volta un uomo che aveva tanti sogni. Il più grande era quello di essere felice: il progetto di una vita, un impegno monumentale. Attorno a quel sogno-icona gravitavano milioni di altri desideri, grandi e piccoli: per sognare bastano un paio di occhi chiusi stretti e ...

Maremoti [11] di Maria Elena Poggi

© ph. M.E.Poggi ANTICO IDIOMA Un giorno ritornerò e mi inchinerò al tuo cospetto, Antico amico. Nella luce del giorno che nasce, resterò seduta, in silenzio, Ti guarderò,  muta. Ci fisseremo, occhi negli occhi. Senza parole, ci racconteremo le nostre vite riannodando fili allentati dal tempo e dalla distanza. Ti racconterò del mio amore per ...

Maremoti [10] di Maria Elena Poggi

Foto: Arianna Dadati, per gentile concessione LaRete.eacapo NOBODY'S NOSTOS Questa storia è 1 ...bastarda, nata per caso, una notte. Nata d'inverno, ondeggiando sui tacchi, calpestando il porfido della piazza, fetido di pioggia lucida. 2 ...un cantiere. 3 ...fine che si fa inizio, carne e legno. Carne, la mia, distesa sul legno di scena, nel centro del centro di una città ...

Maremoti [9] di Maria Elena Poggi

© illlustrazione di strips&trips COME DENTRO UN FILM L'uomo seduto dall'altra parte dello scompartimento ha un volto anacronistico, da attore non protagonista di certi film in bianco e nero. In questo tardo pomeriggio di maggio, mentre fuori dal finestrino il cielo rovescia tutto il suo malcontento, io devo apparire piuttosto buffa perché ...

Maremoti [8] di Maria Elena Poggi

© beyond the peephole PAROLE AL MURO Era marzo e il sole di metà mattina inondava la stanza, stanando le ombre e definendo i confini. Tornavo a casa nostra, dopo settimane di separazione, carica di quell'ottimismo ottuso tipico di chi non vuole arrendersi alla più smaccata delle evidenze. Tu eri girato di spalle, ...

Maremoti [7] di Maria Elena Poggi

© Collezione privata, M.E.Poggi FOTOGRAFIE Delle cose tue  che mi hai lasciato, la prima che ho perso è il suono della tua voce. Mi restano le fotografie. La mia preferita è quella in cui assomigli al Che, la bella bocca in primo piano e l'accenno di barba scura. Il giorno del tuo matrimonio eri ...
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  • "E dei caduti che facciamo?
Perché sono morti?
Io non saprei rispondere.
Né mi pare che gli altri lo sappiano.
Forse lo sanno unicamente i morti e
soltanto per loro la guerra è davvero finita.
Cesare Pavese, La casa in collina"
Su #sdiario
l'audioracconto "Irma" di @barbaragarlaschelli letto da @vivianagabrini 
Buon 25 aprile a mio padre e a tutti voi da me e da Sdiario.
Barbara Garlaschelli
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#barbaragarlaschelli #renzogarlaschelli #resistenzaitaliana #liberazione #myfather #mylife #sviaggiatori #25aprile #libertà #amore #partigiani #cesarepavese #audioracconti #vivianagabrini
  • "Lena si accosta al tavolo. Passa velocemente la spugna dove qualcuno prima di me ha lasciato tracce di pistacchi, e tovaglioli sbriciolati, e orme di birra colata giù dalla pinta. Ha trovato questo lavoro da qualche settimana, ha paura di perderlo, ha paura di tutto. Arrivata in questa città a forza di passaggi sulla Statale, si era fermata qui per via del mare. "
@katiacolica_ 
con un suo #racconto letto
da @vivianagabrini su #sdiario .
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#bricioleperipasseri #scrittrice #sitoweb #parole #stories #sviaggiatrice #katiacolica
  • La cosa davvero triste quando si parla di Resistenza, Liberazione, partigiani è che si scatena l'ignoranza più estrema. Gente che non conosce la Storia, che sa dirti solo "ma il comunismo ha fatto milioni di morti" come se i partigiani non fossero morti lottando contro tutti i totalitarismi. Se chiedi a questa gente chi fosse Matteotti, quando è nato il fascismo e perché ti sanno rispondere solo per slogan.
Non c'è solo la perdita del senso delle parole e della Storia, ma la perdita del rispetto di se stessi: ci si consegna con il cervello piatto a un manipolo di furbacchioni che sfruttano il malcontento generale (che avrebbe invece ragioni per essere ascoltato perché basato su una situazione politica e sociale davvero esplosiva) con i quali si ribalzano parole d'odio. Il capo ascolta il vociferare della folla, costruisce i suoi slogan sulle loro parole e la folla lo acclama ripetendole a pappagallo.
La celebrazione della Resistenza meriterebbe un momento di pausa dall'odio generale. Meriterebbe il ringraziamento da parte di tutti - e intendo tutti - per aver salvato questo Paese dalla dittatura, da milioni di morti, da una politica folle alla conquista del mondo, dalla sopressione della libertà in tutte le sue declinazioni, dalle leggi razziali, dalle torture, dalla MORTE.
Smettetela di latrare e prendetevi tempo per conoscere. Poi continuate pure a pensarla come volete ma sappiate che se potete farlo è perché qualcuno è morto per voi. Fatevene una ragione e portate rispetto.
Barbara Garlaschelli
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  • Su #sdiario un' #audioballata di @barbaragarlaschelli letta dall'autrice. Su ispirazione della foto del #fotografo @leonardo.cassi .
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  • "Ha un volto e un nome il bimbo migrante annegato con la pagella cucita in tasca nella speranza di trovare un futuro migliore. Lo sguardo del 14enne partito dal Mali e morto su un barcone nel Mediterraneo vive in un murale di @jorit realizzato a Palma Campania ed emoziona chiunque lo guardi. Lo street artist ha dato al bambino la dignità di un viso e di un nome, immaginandone i lineamenti e soprannominandolo Kukaa."
Da @larepubblica .
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  • A tutti voi che seguite #sdiario, qui e altrove. "Non sono credente ma l'idea della rinascita mi piace. Forse perché la sto vivendo.
E quando si rinasce si perde sempre qualcosa e qualcuno e qualcosa e qualcuno lo si conquista, lo si apprende, ci avvicina, lo si fa entrare. E se ne prende cura.
La rinascita è simbolo di molti eventi. 
E' una strada, spesso in salita.
E' una possibiltà da cogliere.
Vorrei che tutti potessimo rinascere almeno una volta, non in senso letterale perché una di nascita mi pare più che sufficiente per ciò che mi concerne.
Vorrei che tutti vi concedeste un'altra possibilità.
Non è un augurio solo per oggi ma per tutti i giorni che verranno."
@barbaragarlaschelli 
Il "Capo" 😂 di # sdiario.
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  • Questo è un ricordo dell'anno scorso.
Le gambe sono anche di quest'anno. 
Gli anni fermi, però, sono 38. "Un giorno un amico - che era un po' più che un amico - mi ha detto che, insomma, non avevo le gambe adatte per portare le minigonne (d'estate indosso spesso cose corte che lasciano scoperte le gambe). Mi ha ferito con leggerezza il che mi ha fatto stare anche peggio. Perché è così che succede, spesso, ci dicono cose che a loro paiono semplici considerazioni (il più delle volte non richieste) mentre per noi sono delle coltellate. L'ho presa benissimo: gliene ho dette di tutti i colori e non gli ho parlato per un tot.

Son ben consapevole di non avere le gambe delle Bluebell, ma sono discretamente soddisfatta dei miei arti inferiori non camminanti da quasi 37 anni, cicatrice compresa.
Apprezzo il buon gusto, penso anche che uno dovrebbe guardarsi allo specchio prima di uscire di casa perché non è che possiamo mettere proprio tutto, a meno che non ce ne freghi nulla il che va benissimo. Noi donne, soprattutto, ma anche gli uomini, abbiamo lottato e ancora lo facciamo per essere libere e liberi. Sono l'ultima persona che dà giudizi sulle scelte vestiarie altrui e se lo faccio sono ininfluenti.
Per questo motivo penso di avere tutto il diritto, finché IO amerò le mie gambe, di metterle in mostra. Non è obbligatorio guardarle.
Amiamoci di più, ragazze e ragazzi. Non facciamoci condizionare da nessuno, nemmeno da chi pensa di darci suggerimenti per il nostro bene. A meno che non capiate che, sì, forse ha ragione.
I nostri corpi ci appartengono e nessuno, nessuno può dettare regole di opportunità dietro le quali, spesso, si nasconde solo ipocrisia. (In foto le mie gambette)
@barbaragarlaschelli .
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  • È anche grazie ad artisti così che la vita ha un senso. Persino la follia.
"Pareti screpolate e vecchie sedie a rotelle abbandonate lungo corridoi. Così si è presentato il vecchio ospedale psichiatrico di Colorno, vicino Parma agli occhi di @hbaglione  #streetartist brasiliano. Un luogo apparentemente vuoto, ma denso di inquietudine e di memorie, di ricordi e di storie di chi costretto, in questo manicomio, ha passato la propria vita. Il progetto si intitola «1000 Shadows» ed è proprio da quelle sedie che ombre magre e armoniose come spettri eterei si slanciano attorno a ciò che li circonda. Ora si arrampicano sui muri scrostati, ora si insinuano lungo il pavimento, perdendosi in qualche fessura."
Da #ilcappellodicarta
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