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La Sviaggiatrice distratta [13] di Viviana Gabrini

© ph. V. Gabrini LA ROUTE DE VINS ALSAZIANA Meritevole di due viaggi, uno estivo e uno autunnale, l'Alsazia non delude le mie aspettative: vigneti a perdita d'occhio, filari dritti e allineati come soldatini, colline morbide, paesi ordinati e casette che sembrano di marzapane, enormi nidi di cicogne sui tetti, vini ...

La Sviaggiatrice distratta [12] di Viviana Gabrini

LA FORESTA DELLE MIMOSE Morbide colline verdi impreziosite da ampie campiture dorate: così mi appare il massiccio del Tanneron, alle spalle della più rinomata Costa Azzurra, dove esiste la più grande foresta di mimose d'Europa. Da gennaio a marzo, l'aria si riempie di un profumo delicato e piacevolissimo (sì, sto parlando di ...

La Sviaggiatrice Distratta [10] di Viviana Gabrini

©foto di Viviana Gabrini  La Défense di Parigi È una Parigi che non ti aspetti quella che ti accoglie dopo una corsa di metropolitana, fuori dai circuiti del turismo tradizionale. Lasciati alle spalle gli ori barocchi, gli echi impressionisti e gli sfarzi imperiali alla Haussmann della Parigi che tutti conosciamo, la ...

La Sviaggiatrice distratta [8] di Viviana Gabrini

  © foto di Viviana Gabrini DISCOVERY MINCIO MANTOVA “I fiumi lo sanno: non c'è fretta. Ci arriveremo un giorno.” Alan Alexander Milne Il sole di settembre è ancora caldo e il cielo, di un azzurro intenso, è solo sporcato da una leggera foschia. La barchetta a motore scivola scoppiettando fra le acque placide ...

La Sviaggiatrice distratta [7] di Viviana Gabrini

SULLE TRACCE DI MONET “Sono costretto a continue trasformazioni, perché tutto cresce e rinverdisce. Insomma, a forza di trasformazioni, io seguo la natura senza poterla afferrare.” Claude Monet In fondo la Normandia, per me, è stata solo un pretesto e il filo di Arianna che mi ha portato a percorrere quasi tremila chilometri ...

La Sviaggiatrice distratta [5] di Viviana Gabrini

© foto di V. Gabrini Era troppo per crederla vera; così complicata, immensa, insondabile. E così bella, vista da lontano: canyon d’ombra e di luce, scoppi di sole sulle facciate in cristallo, e il crepuscolo rosa che incorona i grattacieli come ombre senza sfondo drappeggiate su potenti abissi. Jack Kerouac NEW YORK Sono ...
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  • "E dei caduti che facciamo?
Perché sono morti?
Io non saprei rispondere.
Né mi pare che gli altri lo sappiano.
Forse lo sanno unicamente i morti e
soltanto per loro la guerra è davvero finita.
Cesare Pavese, La casa in collina"
Su #sdiario
l'audioracconto "Irma" di @barbaragarlaschelli letto da @vivianagabrini 
Buon 25 aprile a mio padre e a tutti voi da me e da Sdiario.
Barbara Garlaschelli
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#barbaragarlaschelli #renzogarlaschelli #resistenzaitaliana #liberazione #myfather #mylife #sviaggiatori #25aprile #libertà #amore #partigiani #cesarepavese #audioracconti #vivianagabrini
  • "Lena si accosta al tavolo. Passa velocemente la spugna dove qualcuno prima di me ha lasciato tracce di pistacchi, e tovaglioli sbriciolati, e orme di birra colata giù dalla pinta. Ha trovato questo lavoro da qualche settimana, ha paura di perderlo, ha paura di tutto. Arrivata in questa città a forza di passaggi sulla Statale, si era fermata qui per via del mare. "
@katiacolica_ 
con un suo #racconto letto
da @vivianagabrini su #sdiario .
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#bricioleperipasseri #scrittrice #sitoweb #parole #stories #sviaggiatrice #katiacolica
  • La cosa davvero triste quando si parla di Resistenza, Liberazione, partigiani è che si scatena l'ignoranza più estrema. Gente che non conosce la Storia, che sa dirti solo "ma il comunismo ha fatto milioni di morti" come se i partigiani non fossero morti lottando contro tutti i totalitarismi. Se chiedi a questa gente chi fosse Matteotti, quando è nato il fascismo e perché ti sanno rispondere solo per slogan.
Non c'è solo la perdita del senso delle parole e della Storia, ma la perdita del rispetto di se stessi: ci si consegna con il cervello piatto a un manipolo di furbacchioni che sfruttano il malcontento generale (che avrebbe invece ragioni per essere ascoltato perché basato su una situazione politica e sociale davvero esplosiva) con i quali si ribalzano parole d'odio. Il capo ascolta il vociferare della folla, costruisce i suoi slogan sulle loro parole e la folla lo acclama ripetendole a pappagallo.
La celebrazione della Resistenza meriterebbe un momento di pausa dall'odio generale. Meriterebbe il ringraziamento da parte di tutti - e intendo tutti - per aver salvato questo Paese dalla dittatura, da milioni di morti, da una politica folle alla conquista del mondo, dalla sopressione della libertà in tutte le sue declinazioni, dalle leggi razziali, dalle torture, dalla MORTE.
Smettetela di latrare e prendetevi tempo per conoscere. Poi continuate pure a pensarla come volete ma sappiate che se potete farlo è perché qualcuno è morto per voi. Fatevene una ragione e portate rispetto.
Barbara Garlaschelli
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  • Su #sdiario un' #audioballata di @barbaragarlaschelli letta dall'autrice. Su ispirazione della foto del #fotografo @leonardo.cassi .
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#barbaragarlaschelli #leonardocassi #ballad #sitoweb #love #scrittrice #instaphoto #petalo #poetry
  • "Ha un volto e un nome il bimbo migrante annegato con la pagella cucita in tasca nella speranza di trovare un futuro migliore. Lo sguardo del 14enne partito dal Mali e morto su un barcone nel Mediterraneo vive in un murale di @jorit realizzato a Palma Campania ed emoziona chiunque lo guardi. Lo street artist ha dato al bambino la dignità di un viso e di un nome, immaginandone i lineamenti e soprannominandolo Kukaa."
Da @larepubblica .
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  • A tutti voi che seguite #sdiario, qui e altrove. "Non sono credente ma l'idea della rinascita mi piace. Forse perché la sto vivendo.
E quando si rinasce si perde sempre qualcosa e qualcuno e qualcosa e qualcuno lo si conquista, lo si apprende, ci avvicina, lo si fa entrare. E se ne prende cura.
La rinascita è simbolo di molti eventi. 
E' una strada, spesso in salita.
E' una possibiltà da cogliere.
Vorrei che tutti potessimo rinascere almeno una volta, non in senso letterale perché una di nascita mi pare più che sufficiente per ciò che mi concerne.
Vorrei che tutti vi concedeste un'altra possibilità.
Non è un augurio solo per oggi ma per tutti i giorni che verranno."
@barbaragarlaschelli 
Il "Capo" 😂 di # sdiario.
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  • Questo è un ricordo dell'anno scorso.
Le gambe sono anche di quest'anno. 
Gli anni fermi, però, sono 38. "Un giorno un amico - che era un po' più che un amico - mi ha detto che, insomma, non avevo le gambe adatte per portare le minigonne (d'estate indosso spesso cose corte che lasciano scoperte le gambe). Mi ha ferito con leggerezza il che mi ha fatto stare anche peggio. Perché è così che succede, spesso, ci dicono cose che a loro paiono semplici considerazioni (il più delle volte non richieste) mentre per noi sono delle coltellate. L'ho presa benissimo: gliene ho dette di tutti i colori e non gli ho parlato per un tot.

Son ben consapevole di non avere le gambe delle Bluebell, ma sono discretamente soddisfatta dei miei arti inferiori non camminanti da quasi 37 anni, cicatrice compresa.
Apprezzo il buon gusto, penso anche che uno dovrebbe guardarsi allo specchio prima di uscire di casa perché non è che possiamo mettere proprio tutto, a meno che non ce ne freghi nulla il che va benissimo. Noi donne, soprattutto, ma anche gli uomini, abbiamo lottato e ancora lo facciamo per essere libere e liberi. Sono l'ultima persona che dà giudizi sulle scelte vestiarie altrui e se lo faccio sono ininfluenti.
Per questo motivo penso di avere tutto il diritto, finché IO amerò le mie gambe, di metterle in mostra. Non è obbligatorio guardarle.
Amiamoci di più, ragazze e ragazzi. Non facciamoci condizionare da nessuno, nemmeno da chi pensa di darci suggerimenti per il nostro bene. A meno che non capiate che, sì, forse ha ragione.
I nostri corpi ci appartengono e nessuno, nessuno può dettare regole di opportunità dietro le quali, spesso, si nasconde solo ipocrisia. (In foto le mie gambette)
@barbaragarlaschelli .
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  • È anche grazie ad artisti così che la vita ha un senso. Persino la follia.
"Pareti screpolate e vecchie sedie a rotelle abbandonate lungo corridoi. Così si è presentato il vecchio ospedale psichiatrico di Colorno, vicino Parma agli occhi di @hbaglione  #streetartist brasiliano. Un luogo apparentemente vuoto, ma denso di inquietudine e di memorie, di ricordi e di storie di chi costretto, in questo manicomio, ha passato la propria vita. Il progetto si intitola «1000 Shadows» ed è proprio da quelle sedie che ombre magre e armoniose come spettri eterei si slanciano attorno a ciò che li circonda. Ora si arrampicano sui muri scrostati, ora si insinuano lungo il pavimento, perdendosi in qualche fessura."
Da #ilcappellodicarta
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